Archivio per via Sannio

Aggressioni razziste

Posted in Roma Contemporanea with tags , , , , on aprile 18, 2009 by crimini roma

Brutte notizie da Roma, altre aggressioni a sfondo razzista. Un ragazzo senegalese ha perduto un occhio in una rissa, colpito al grido “negro di m.!”. E’ successo il giorno di pasquetta. E non erano passati che pochi giorni dall’assalto a una coppia pakistana a Tor Bella Monaca, con una ragazza incinta che ha perso il bambino e il compagno finito all’ospedale, in coma. Poco più di un mese fa un ragazzo è stato bruciato vivo a Nettuno da alcuni razzistelli italiani, e un uomo di origine africana è stato preso a pugni da un ambulante di Via Sannio. Normale che Sindaco e altri esponenti dell’amministrazione cerchino di derubricare queste aggressioni ad atti di “bullismo e violenza urbana”. Cercano di mettere un po’ di distanza tra loro e i saluti romani che hanno svettato in Campidoglio il giorno della vittoria elettorale. E hanno ragione a cercare di allontanarli. Sarebbe peggio se li rivendicassero, il giorno che accadrà vorrà dire che è finita. E poi – in parte – hanno ragione. Nel nord con la Lega, qui con altri pezzi del centrodestra, in Italia si è creato un ambiente favorevole a certe pulsioni razzistoidi, che ora possono circolare in libertà persino ammantate da una dose di ragionevole rispetto. Si possono dire frasi razziste, adesso, e dirle con serenità, aspettandosi intorno approvazione e consenso. Si può parlare con disprezzo degli zingari, dei romeni o di chi si vuole. Frasi che circolano come veleno sottile negli autobus, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, che si sentono alle radio private, quando fino a pochi anni fa erano ancora limitate alle sale da pranzo delle famiglie, ai momenti di cazzeggio davanti alla televisione, ai bar frequentati da anziani cisposi e gente senza meta. Ora invece il veleno razzista circola allegro nelle vene e per le strade della città, spavaldo. Tuttavia gli atti di aggressione razzista che si succedono oggi a Roma sono l’esito di una corsa che dura da anni, e precedono di molto l’ascesa al potere della destra. Il razzismo sociale che attraversa come una lama la città esiste da tempo ed è molto più sottile di quello ideologico. Ed è stato lasciato crescere a briglia sciolta nella società italiana da molti, non solo dalla destra.
E’ nelle badanti, sfruttate capillarmente in ogni famiglia, persone trattate – se va bene – in modo paternalistico che sono cacciate per strada il giorno dopo la morte della vecchietta; è nei muratori in fila sulla Palmiro Togliatti ogni giorno all’alba per piatire un lavoro nero sottopagato; è nelle case affittate in nero intruppate di bengalesi o di magrebini che pisciano negli ascensori per sfregio e covano odio nei nostri confronti. E’ nei bambini cinesi maggioritari nelle classi elementari dell’Esquilino evitati come fossero appestati dalle famiglie italiane; è nei venditori ambulanti di colore sfruttati e maltrattati dai loro padroni mentre vendono mercanzie al concerto del primo maggio, la festa dei lavoratori. E’ nelle prostitute della Nomentana, lasciate tranquillamente per anni a battere per strada, come nulla fosse; è nelle baraccopoli di lamiere lasciate sorgere a Castelfusano e lungo il fiume popolate dai nostri brutti, sporchi, cattivi e – in più – stranieri. Per più di un decennio, a partire dalla metà degli anni ’90, tutto questo è stato lasciato crescere. E’ stato sistematicamente negato qualsiasi problema di integrazione, voltata dall’altra parte la testa, mentre Roma diventava sempre più costosa, con un mercato del lavoro segnato da lavori sottopagati e precari, abitata da gente immiserita e astiosa, abbrutita dal traffico, senza una speranza che non fosse quella di indebitarsi per 30-40 anni e andare a vivere in una delle case superperiferiche di Caltagirone, pagandola quanto una casa al centro di Parigi. Una città incazzata, in cui la dottrina del “si salvi chi può” è diventata l’unica ideologia da coltivare. Adesso questa città piccolo borghese abitata da una sinistra ipocrita, una destra ignorante e una popolazione incazzata ha partorito il suo figlio mostruoso, un figlio razzista.

Pasquetta, la giornata delle scampagnate, delle fave e del pecorino. Via Sannio, la strada del mercatino dell’usato, della notte delle streghe, delle festa di san Giovanni, delle lumache al sugo. No. Non è rimasto quasi nulla. La città sta cambiando rapidamente, forse è già cambiata. Ma non si capisce cosa si avvicina. Se ciò che si profila lontano è uno spaventoso temporale o qualcosa che assomiglia a un giorno nuovo.

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