Archivio per Infessura

Furto di reliquie al Laterano

Posted in Supplizi with tags , , , , , , on gennaio 5, 2010 by crimini roma

Aprile 1438: Roma é scossa dal furto più sacrilego della sua storia. Nottetempo qualcuno é riuscito a rubare i preziosi che ornano – tuttora – i reliquiari in cui sono conservate le teste degli apostoli Pietro e Paolo, venerate nella basilica di san Giovanni in Laterano. Come é stato possibile? Chi sono i colpevoli? Scattano le indagini e la Camera apostolica attiva birri, spie e confidenti che certo non mancano in città. Alla fine, nel mercato de’ Pellegrini, presso Campo de’ Fiori, dove si trovano le botteghe degli orefici e degli intagliatori di pietre preziose, qualcuno commette una fatale imprudenza.
La nostra guida dell’epoca é Stefano Infessura, notaio del popolo romano…

Del 1438 a dì 12 d’aprile Capocciolo et Garofalo, doi beneficiati di Santo Ioanni Laterano, furorono molte prete pretiose, zafiri, balassi diamanti, ametisti et perle dallo capo di santo Pietro e santo Paolo, che stanno nello tabernacolo di Santo Ioanni preditto in doi volte, et furo retrovati per questo modo.
Servestro de Pallone comprò una perla de grande valore per trenta ducati, et fu una contesa con l’orefice et questo Servestro; et in questo modo venne ad notitia de molti, et quando fo saputo chi l’haveva venduta, subito fo sospicato et fo scoperto, et subito fu preso misser Nicola de Valmontone, canonico de santo Ioanni, perché Garofolo suo nepote li lo deo a tenere, et lui iuravo che non era vero, et che non ne sapeva niente, et esso lo sapeva; da poi che fu saputa la verità et retrovate le pietre, tutte foro reportate a Santo Ioanni a dì 22 de Agosto con tutta la processione di Roma e giro lo Senatore di Roma con tutti li Offitiali con tutto lo popolo, et lo Senatore lesse la scommunica che fece papa Urbano V, lo quale pose lì quelle teste et ornolle colle ditte prete.
Eodem anno die quarta de settembre furo desgradati questi malfattori, idest missore Nicola da Valemontone canonico, Capocciola et Garofolo, beneficiati, nello altare maiore dell’Aricielo; et dopo foro rencarcerati nella piazza di Campo de Fiore relevati su in alto, et lì stetteronce dij quattro, et dello ditto mese foro iustitiati in questo modo, videlicet Capocciola et Garofalo furo strascinati per fino alla piazza di santo Ioanni, et missore Nicolao gio a cavallo nello somaro, tutti immetriati. Lo ditto messer Nicola fo appeso nell’ormo della Piazza di Santo Ioanni, ad Capocciola et Garofalo li foro mozze le mano ritte, et poi foro arsi nella ditta piazza, et le ditte mani furo chiavellate accanto alla lopa de metallo, in quello muro, come delle preditte cose si vede la memoria penta come s’entra la ecclesia de santo Ianni ad mano ritta su ad alto.

Bernardino da Siena. Il frate santo che bruciava streghe in Campidoglio

Posted in Supplizi with tags , , , , on marzo 27, 2009 by crimini roma

Frate Bernardino da Siena, un uomo santo. Instancabile predicatore, tentò con passione di mantenere la pace tra le litigiose famiglie nobili romane, cercando così di porre fine alle violenze che attanagliavano la città. Ma la sua attività principale fu sempre quella di predicatore, impegnato a salvaguardare i costumi cittadini e favorire le buone azioni, in particolare verso i più poveri. Ma la prima metà del secolo XV era una epoca difficile. E Bernardino inflessibile.

Il racconto di Stefano Infessura non è forse molto noto. Così come probabilmente questo episodio non è il più conosciuto nella vita di questo francescano, venerato come Santo della Chiesa. 

 

1424.

In quell’anno frate Bernardino  (di Siena, ch’era un buon frate) fece ardere tavolieri, canti, brevi, sorti, capelli che fucavano le donne, et fu fatto uno talamo di legname in Campituoglio, et tutte queste cose ce foro appiccate, et fu a 21 di iuglio.

Et dopo fu arsa Finicella strega, a di 8 del ditto mese di iuglio, perché essa diabolicamente occise de molte criature et affattucchiava di molte persone, et tutta Roma ce andò a vedere.
Et fece frate Bernardino in Roma de molte paci, et de molti abbracciamenti; et benchè ce fusse stato homicidio… et fece fare altre opere buone, sicchè da tutti era tenuto per sant’uomo. Hoggi è santo et si chiama san Bernardino da Siena, il suo corpo riposa in una città dell’Aquila in una arca d’argento…
eretico

La mummia dell’Appia Antica. Il rinvenimento del corpo intatto di una fanciulla vissuta nell’antica Roma

Posted in Macabri rinvenimenti with tags , , , , on marzo 26, 2009 by crimini roma

 

Un mattino di aprile dell’anno 1485, scavando lungo la Via Appia antica poco distante dal Sepolcro di Cecilia Metella, alcuni contadini fecero una scoperta sensazionale: in una antica tomba trovarono perfettamente conservato il corpo di una giovane fanciulla morta più di 15 secoli prima. La cassa con la giovane, che pareva solo addormentata, fu portata in Campidoglio dove richiamate dalla bellezza della fanciulla accorsero migliaia di persone. Dopo qualche giorno, Papa Innocenzo – scandalizzato nel vedere come una fanciulla pagana suscitasse tanto interesse e ammirazione – fece trafugare la salma e la fece seppellire nottetempo nei campi presso il Muro Torto, il cimitero dei condannati a morte, degli attori e delle prostitute, dove venivano sepolti coloro i quali avevano vissuto al di fuori dalla religione cristiana.

Su questa vicenda ambientata alla fine del secolo XV abbiamo la cronaca del diarista Gaspare Pontani, “homo religioso et erudito”, e del Notaro romano Stefano Infessura.

Gaspare Pontani
Aprile. 1485.
.Alli 18. fu trovato in un casale de Santa Maria nova, sopra Capo di Bove, un corpo intiero in un pilo di marmo.
.Alli 19, Martedì. fu portato lo detto corpo in casa delli conservatori, et andava tanta gente a vederlo che pareva ce fusse la perdonanza, et fu messo in una cassa de legname e stava scoperto; era corpo giovanile, mostrava da 15 anni, non li mancava membro alcuno, haveva li capelli negri come si fusse morto poco prima, haveva una mistura la quale si diceva l’haveva conservato con li denti bianchi, la lengua, le ciglia; non se sa certo se era maschio o femina, molti credono sia stato morto delli anni 1700. 

Stefano Infessura
18 aprile 1485.
“…capsam marmoream coopertam marmoreo lapide implubatam invenerunt; quam cum aperuissent, unum corpus cuiusdam mulieris integrum invenerunt involutum quadam odorifera mixtura, cum quadam cufia seu infula aurea in capite et cum capillis aureis circum circa frontem, et cum carne et rubore in maxillis, ac si etiam viveret. habebat oculos parum apertos et os similiter; et lingua capiebatur et extraebatur ex ore, et redibat incontinenti ad locum suum. dentes albi et firmi, ungulae manum et pedum firmissimae et albae; et brachia levabantur et redibant ad locum suum, ac si nunc mortua fuisset; stetitque per multos dies in palatio conservatorum, ubi propter aerem colorem tantum faciei mutavit factaque fuit nigra, nec propterea pinguedo vel caro destructa erat (…) cumque Conservatores in eodem pilo, loco iuxta cisternam in reclaustro eiusdem palatii posuissent, a dicto Innocentio iussi, in locum incognitum de nocte extra portam Pincianam in quodam vico vicino eius – in quadam fovea proiecta fuit – reportaverunt ibique eam sepeliverunt. (…) et aetas sua, ut videri poterat, XII vel XIII annorum, et erat adeo pulchra et formosa, ut vix scribi seu dici posset, et si diceretur aut scriberetur, a legentibus qui eam non viderunt, minime crederetur…”