Archivio per fantasma

Fantasmi al Monte delle Gioie

Posted in Fantasmi with tags , , , , , , on maggio 16, 2009 by crimini roma

Siamo nella seconda metà del secolo XVII. Alcuni sprovveduti – come accade anche ai giorni nostri – improvvisano una “seduta spiritica”. Il posto però è particolare: è il Monte delle Gioje, lungo la via Salaria, oggi popoloso quartiere accanto a Villa Ada. E’ una zona piena di tombe; si cercano tesori… si trovano fantasmi.

La seduta spiritica finisce con un grande spavento. Ce lo racconta Pietro Santi Bartoli, formidabile incisore romano, con l’aria distaccata del cronista scettico e un pizzico di compassione.

Al monte delle Gioje fuori di porta Salara si tentò in tempo d’Innocenzo X di cavare, colla speranza di trovare un gran tesoro; ma riuscì vana: siccome anche nel tempo di Clemente IX.
Bensì però nelle viscere di detto monte vi furono trovate stanze bellissime tutte incollate di stucco che rendevano maraviglia per la pulizia e sito: anzi è fama che vi siano degli spiriti, per quanto viene raccontato da uomini degni di fede: alli quali successe che essendo andati in conversazione con molti amici per fare ivi una merenda: e fingendo di scongiurare gli spiriti, viddero che la carrozza quale era senza cavalli, che erano alla pastura, era guidata verso fiume da mano invisibile, nel quale restò precipitata, ed a forza di bovi fu ritirata fuori.
Ciò accadde a Tabarrino macellaro a s. Eustachio, colli fratelli li quali stanno alli due Macelli, alli quali restò impresso nel volto il grande spavento che ebbero…

Il fantasma del Campidoglio

Posted in Fantasmi with tags , , , , on marzo 27, 2009 by crimini roma

Siamo nell’anno del Signore 1731. Roma, bellissima ma ormai in drammatica decadenza, vive la sua ultima grande fioritura artistica. Fontana di Trevi, le facciate di San Giovanni in Laterano e di Santa Croce in Gerusalemme. Sono gli ultimi capolavori. Nel luglio di quell’anno un garzone di barbiere viene arrestato per rissa. In una prigione nascosta nel ventre del Campidoglio, incontra nella cella un uomo anziano, ben vestito, con una grande barba bianca, che fa strani discorsi.
“Questo é il puro fatto” come lo racconta il diarista contemporaneo Francesco Valesio

il campidoglio

Giovedì 26. Festa di S. Anna, ed alle 12 cadde pioggia impetuosa. 
Era carcerato per ragione di rissa nella segreta del Campidoglio un giovane di barberio, il quale nel risvegliarsi vide nella segreta un uomo con barba longa di buon aspetto che lo interrogò per qual cagione fosse; quello credendolo un guardiano o altro, gli narrò il caso e la sua indigenza. Questo gli disse che era un senatore romano in tempo di Giulio (ed esso disse Giulio Cesare) e che lo volea aiutare e gli diede un giulio di Giulio II, siccome egli lo avea richiesto, ed indi gli replicò se volea altro e quello lo pregò di portar via gli piatti né quali avea pranzato, per non sentire sopra ciò il rimbrotto del carceriero, né osservo altro. Venuto all’ora consueta il carceriero e veduti gli piatti avanti la porta, dubitò non fosse fuggito il carcerato, ma, entrato dentro, ve lo ritrovò e udì il fatto che colui credea fosse stato uno mandato da esso e ne fece avvertito il senatore; il quale (siccome dalla sua bocca hollo udito) non ne fece caso alcuno credendola una favola. 
La stessa sera alle 23 hore mentre il carcerato cenava ecco aprirsi la porta e ritornare il fantasma e lo rimproverò di aver propalata la cosa e perciò essersi perduta la sua fortuna e che egli lo voleva arricchire e pose in terra tre scattole, che al carcerato parve fossero ripiene di monete, essendo la stanza alquanto oscura, ed essendosele riprese il fantasma, presegli il ferraiolo, la camiciola ed il giustacore e se le portò via. Essendo subita aperta e poi racchiusa la porta, quello volle corrergli dietro, ma cadde subito: alzò egli le grida, v’accorse il guardiano e udì il fatto e ne fu fatto consapevole il senatore, che a sorte discorrea col giudice, che immediatamente andò a prendere l’esame. Gli panni furono ritrovati fra la prima e la seconda porta della segreta, fra le quali si interpone un corridoro; non si ritrovava la camiciola, che fu ritrovata in un cantone ricoperta di polvere ed immondezza; nella segreta nel luogo ove esso avea vedute le scattole di moneta v’erano tre mattoni, che nella carcere non vi erano né erano stati ivi portati. 
Questo é il puro fatto.