Archivio per ebrei

Il colpo di boccia che fece sanguinare la Madonna

Posted in persecuzioni with tags , , , , on giugno 7, 2011 by crimini roma

Come è noto l’antisemitismo a Roma è stato un fenomeno molto più legato alla vita della città moderna che a quella medievale. Una serie non piccola di episodi – tutti ambientati tra tardo Cinquecento e fine Settecento – riguardano alcune madonnelle (le immagini sacre, in genere della Madonna, poste lungo le strade) che avrebbero pianto o emesso sangue per colpa di qualche “perfido giudio”.
Un racconto agghiacciante, riportato dal Crescimbeni nel 1715, descrive uno di questi episodi. La chiesa di cui si parla è santa Maria a Cerchi, vicina al Circo Massimo, abbandonata e demolita nel corso del secolo XIX. In questa chiesuola era venerata una immagine di Maria che si trovava precedentemente per strada.
Narrano che giucando alcuni Ebrei alle pallottole, o come qua dicono, bocce, per quella via, uno di essi scagliò la sua a questa Santa Immagine, dal volto della quale, ove colse il colpo, miracolosamente uscì sangue; e il malfattore, mentre fuggiva, fu preso a S. Nastasia ingoiato dalla terra.

Il papa Ebreo

Posted in persecuzioni with tags , , , , , , , , on settembre 14, 2009 by crimini roma

Rubare bambini ebrei e battezzarli forzosamente a Roma era purtroppo una pratica abbastanza diffusa, fino al XIX secolo. Perfino Pio IX se ne rese tristemente protagonista. La pratica va fatta risalire all’età medievale e nel corso dei secoli é sempre stata accompagnata dal tentativo – meno violento ma altrettanto pesante – di convincere qualche famiglia ebrea a convertirsi in cambio di una somma di denaro e di varie regalie. Ciò nonostante le conversioni avvenivano molto raramente, ma quando accadevano facevano un grande effetto sulla piccola ma tenace comunità ebraica. Una delle più celebri, quasi leggendarie, fu quella della famiglia dei Pierleoni, una famiglia nobile allocata sull’Isola Tiberina, intorno al Mille. Si dice che questa famiglia fosse in realtà ebraica e che la conversione le consentì di ascendere ai più alti gradi della gerarchia cittadina, anche a quella curiale. Un Pierleoni fu perfino nominato papa nel XII secolo con il nome di Anacleto II, in opposizione a Innocenzo II.
Questo evento, ma anche – come si diceva – il non raro rapimento di bambini ebrei che venivano battezzati e chiusi nei seminari, fece nascere nella comunità ebraica romana una leggenda che però -come si è visto – ha un consistente retroterra storico.

Al pio rabbino Simone fu rubato un figlio il quale, essendo stato battezzato e messo nel seminario per i chierici, salì di grado in grado e finalmente divenne Papa.
Ma il germe del dubbio rimase oscuro e inquietante nella sua anima. Il Papa divenne presto preda di dubbi atroci intorno alle verità della dottrina cristiana. Ed allora egli minacciò i suoi servi di morte se non gli avessero rivelato il segreto della sua origine.
Essi glielo confessarono scorgendo in questo il destino divino che voleva renderlo padrone del mondo.
Il Papa allora fece chiamare il padre Simone, e gli domandò quanti figli avesse. Il pio rabbino li enumerò tutti salvo uno, Elhanan, finché, costretto dall’insistenza dell’interlocutore, raccontò che il figlio gli era stato rubato.
Dai diversi connotati che il padre non poté fare a meno di indicare, il Papa riconobbe la verità e si confessò come suo figlio.
Quindi, seguendo il suggerimento del padre, tenne un discorso al popolo, in cui negò senz’altro l’origine soprannaturale di Gesù e la verità del cristianesimo.
E quando i Vescovi, credendo che il Papa fosse impazzito, lo circondarono per portarlo via, egli gridò a tutti che la loro fede era una vera pazzia. Dopo di ciò si gettò tragicamente dalla torre donde aveva tenuto il discorso evidentemente troppo sovversivo per la sua posizione.
Al padre non restò quindi che comporre una preghiera di lutto per la ricorrenza della morte di Elhanan, il figlio perduto