Il vitto del carcerato

Posted in Episodi on marzo 8, 2012 by crimini roma

Nelle “Prigioni di Roma nell’anno 1851”, uno scandalizzato avvocato torinese descrive le condizioni delle carceri di Roma, gestite dal restaurato governo pontificio. E si sofferma sul vitto (si calcoli l’oncia in circa 30 grammi):
Come parlare del nodrimento?
Il desinare si compone di zuppa di 16 oncie di pane, due oncie di pietanza salata e secca, con un bicchiere di vino acido. Questo pei giorni di grasso. Nei giorni magri, la pietanza è cambiata in fave od altri legumi. Quanto al pane, la cui furnitura, data per aggiudicazione, è ricevuta senza controllo dalle mani d’una panettiere cupido, non è formato unicamente d’acqua e farina; vi si aggiunge la gialappa, purgativo che a Roma si somministra ai cavalli. Si fa, dicesi, per accelerare la digestione, e prevenire le malattie, che l’inattività del corpo potrebbe far nascere. Qual provvidenza!

Roma criminale

Posted in Roma Contemporanea with tags , , , on febbraio 21, 2012 by crimini roma

Nel 1898 Niceforo e Sighele, studiosi e criminologi, scrivono alcune righe presentando il loro libro “La Malavita a Roma”. Se oggi si cerca di capire cosa sta accadendo a Roma – l’esplodere di delitti e violenze criminali, ma anche il diffondersi di corruzione e truffe – la loro asciutta analisi sembra ancora efficace:

Roma presenta — con alterna vicenda che non turba la contemporaneità cronologica — tanto lo spettacolo di delitti individuali eminentemente moderni, che scoppiano quasi scintille dal fuoco latente della Mala vita delle alte e basse classi sociali, — quanto lo spettacolo di delitti individuali ancora medioevali e selvaggi. V’è in essa quasi una prolungazione di quella mafia, di quella camorra e di quel brigantaggio che inferiscono ancora nel Sud dell’Italia — avanzi di una società feudale o di un clan barbaro, — e nello stesso tempo v’è il fiorire delle forme meno feroci e più astute della delinquenza che scendono — esempi di civiltà, ma anche di gesuitismo — dal Nord dell’Italia. — V’è persino nella fìsonomia materiale delle sue vie e delle sue piazze, la vicinanza brutale di infiniti contrasti : edifici del governo con gli stemmi del papa o con immagini di madonne e di santi cui a sera si accende un lume, — palazzi signorili cui di fianco sta la casa che contiene un postribolo, — quartieri ove tutto parla della Roma prima del 70 e quartieri ove v’è la desolazione della crisi edilizia sopravvenuta dopo il 70. E così vi son luoghi ove si dà convegno la haut-pègre della banca, della politica, e luoghi ove vegeta, complotta e delinque la basse-pegre dei vagabondi e dei miserabili.

Le reliquie del Colosseo

Posted in persecuzioni with tags , , , , on febbraio 13, 2012 by crimini roma

Sin dall’inizio del medioevo il Colosseo era considerato uno dei luoghi sacri della religione cristiana, perché testimoniava il sacrificio dei martiri assassinati durante la crudele stagione delle persecuzioni. In realtà, a parte pochi casi, non esistono prove inconfutabili sul fatto che vi siano avvenuti omicidi di cristiani. Altri monumenti cittadini furono “preferiti” per queste condanne capitali, in genere supplizi atroci e eclatanti. Ciò nonostante, ben prima che fosse inserito nella moderna Via Crucis, il Colosseo restava il monumento principe del martirio cristiano. La stessa terra dell’arena – come ricorda l’Ademollo nell’episodio tratto dal suo “Gli spettacoli dell’Antica Roma” – era la più preziosa delle reliquie.

San Gregorio Magno (…) richiesto da alcuni ambasciatori di una qualche reliquia, li condusse all’Arena del Colosseo, e diede loro manciate di quella terra; questi si crederono derisi, ma il santo Ponterifce spremendo la terra istessa ne cavò goccie di sangue, persuadendoli che il prodigio significava, essere quella una reliquia preziosa quanto i corpi degli Eroi della Fede, che l’avevano inzuppata del loro sangue

Nuova recensione del libro sui tesori di Roma

Posted in libro sui tesori with tags , , on febbraio 10, 2012 by crimini roma

La rivista Archeo ha recensito il libro sui tesori nascosti di Roma, uscito per Mursia nel 2010.

Funerali nella Roma papalina

Posted in Macabri rinvenimenti with tags , , on febbraio 8, 2012 by crimini roma


Nei primissimi anni dell’Ottocento a Roma fu aperto il cimitero del Verano, dove però divenne obbligo seppellire tutti i defunti solo dopo l’arrivo dei piemontesi nel 1870. Su questo primo periodo esiste una scandalizzata testimonianza di Luigi De Sanctis, riportata nella sua “Roma Papale”.

Vi è in Roma un cemeterio presso la basilica di san Lorenzo circa un miglio fuori della città. Ma quel cemeterio è per i non privilegiati: i cardinali non vi vanno, i frati e le monache neppure, i nobili hanno tutti la sepoltura gentilizia in qualche Chiesa, e tutti costoro sono sepolti nelle chiese. Il cemeterio è formato di larghe fosse o camere sotterranee: si apre la bocca di una di queste fosse profonde e si gettano in esse i cadaveri alla rinfusa: poi si mette sopra una pietra quadrata e così si seppelliscono i cadaveri nella santa città. (…) La sera nella prima ora partiva il cadavero dalla parrocchia: procedeva un chierico con una piccola croce, un lanternino chiuso ed un prete: seguivano due beccamorti col cadavere sopra una piccola bara e così si andava all’ospedale della Consolazione ov’era il deposito dei cadaveri di tutte le parrocchie. (…) Quando tutti i cadaveri erano stati portati, allora erano posti sopra un carro scoperto accatastati gli uni sopra gli altri, e così erano trascinati al cemeterio accompagnati da due beccamorti che andavano fumando e cantando canzoni oscene: là erano scaricati dal carro e gettati nelle sepolture.

Massoneria romana

Posted in persecuzioni with tags , , on gennaio 31, 2012 by crimini roma


E’ il 27 dicembre 1789. Cagliostro, il gran capo del Rito Egizio, è stato acciuffato dagli agenti dell’inquisizione pontificia, dopo la denuncia della moglie. Le guardie sperano di poter sorprendere tutti gli altri massoni, appartenenti – come lui – alla loggia romana, il cui luogo di riunione è sorvegliato da tempo. Tuttavia…
Nell’essersi vegliato dal Governo di Roma sulla persona di Cagliostro si venne a capo di scuoprire una Loggia di Liberi Muratori istituita in Roma che si radunava in una casa presso la contrada denominata Trinità de’ Monti. Nella sera medesima che si fece la cattura di Cagliostro, si fece dalla Corte una sorpresa in quella casa, ma dovette conoscersi che si era dalli Settarj trapelato qualche cosa delle diligenze fiscali; perché chi vi abitava aveva già provveduto alla propria salvezza…
(Compendio della vita e delle gesta di Giuseppe Balsamo denominato il Conte Cagliostro, Roma 1791)

Supplizi singolari

Posted in Supplizi with tags , , on gennaio 27, 2012 by crimini roma

Ricorda Cancellieri – ne il Mercato… – che negli Statuti bassomedievali di Roma era descritta, tra le varie pene cui erano condannati i colpevoli, quella di “stare a Cavalo di un Leone di marmo, con una Mitra di Carta, e con la Faccia unta di Miele, per tutto il tempo del Mercato”. Si tratta del Leone del Campidoglio, il Leone di giustizia.
La Mitra di Carta – un cappello che si metteva in testa ai condannati per scherno – era particolarmente usata nel medioevo ma non era del tutto caduta in disuso ai tempi del Cancellieri, cioè fino ai primi anni del XIX secolo. Però a quei tempi veniva comminata solo per un reato “particolare”: scrive Cancellieri che se ne conserva ancora l’uso nella Pratica Criminale delle Pene di Roma, ove ai cornuti volontarj e contenti, si dà la pena, ducatur Mitratus per Urbem

Catturati e schiavizzati

Posted in leggende with tags , , , , on gennaio 21, 2012 by crimini roma

Essere catturati con l’inganno e resi schiavi per tutta la vita. Esisteva un luogo dove poteva accadere, ed erano i vasti sotterranei sulla sponda del tevere tra Foro Boario e Testaccio, gli immensi magazzini della città, dove si trovavano enormi depositi granari. Narra il Baronio – negli Annali, all’anno 389 dopo Cristo – che
furono fatte alcune artifiziose machine o Trabocchelli, dov’entrando le persone semplici e Forastiere o per comprare pane, o per contaminarsi con le Meretrici, delle quali v’erano diversi Lupanari, cadevano in alcuni luoghi sotterranei, dove spogliati, erano sforzati a lavorare nel pistar il grano per tutto il tempo della loro vita