Archive for the Risse Category

il tesoro della Scala Santa

Posted in Risse with tags , , , on giugno 24, 2012 by crimini roma

Flaminio Vacca, scultore della fine del XVI secolo, scrisse anche un prezioso “diario” degli scavi avvenuti a Roma in quegli anni. Tra i tanti aneddoti che vi si trovano, si racconta di un tesoro nascosto presso la Scala Santa, che non fu più possibile recuperare; perché l’uomo che ne conosceva l’ubicazione – probabilmente un francese – rimase ucciso in duello e portò il segreto nella tomba, con sè.

E’ ferma opinione che nella via di s. Giovanni in Laterano, particolarmente dietro ala Scala Santa (…) al tempo delli sacchi di Roma ivi fosse riposto un gran tesoro. Questo si seppe per bocca di un Oltramontano, che ne teneva nota, e voleva promuovere che si cavasse; ma occorse, che per tal causa venne a duello con un altro amico, e compagno; e fuori di porta s. Lorenzo si tirarono, e restò morto.

Duelli a Campo Vaccino

Posted in Risse with tags , , , on dicembre 13, 2010 by crimini roma

L’arroganza e la violenza di una certa Roma contemporanea esisteva anche nei secoli passati, amplificata dalla differenza di classe. Nel 1703 il Marchese Nereo Corsini poteva permettersi di girare per la città sempre pronto a sfoderare la spada, riuscendo sempre, nonostante fosse qualche volta portato sotto processo, a farla franca.
Il Cancellieri riporta l’episodio, desunto da una cronaca dell’epoca.
Domenica due di settembre fu per l’ultima volta allagata Piazza Navona con gran concorso di Popolo, e di Carrozze, essendo ripiene le finestre delle Case, e de’ Palazzi, che circondano quella gran Piazza (…). Fece ridere gli Spettatori l’humore stravagante del Marchese Nereo Corsini la cui Carrozza urtata nelle Rote posteriori da un Carretto, imbrandì per due volte la Spada, quantunque il Carretto si fusse multe canne dilungato dalla sua Carrozza.
Due giorni dopo, Corsini si rese protagonista – come padrino – di un altro duello, stavolta finito male. Il 4 settembre, Angelo Gavotti fu ucciso in duello da Scipione Santa Croce, a Campo Vaccino, alla presenza del Marchese Bentivoglio e del Marchese Corsini.
In occasione della tumulazione fu composto
un madrigale: E’ morto il buon Gavotti / Come già Cristo in Croce / Da Scipion Santa Croce / In mezzo a due assassini / Bentivoglio e Corsini

La madonna miracolosa e le risse tra trasteverini e monticiani

Posted in Risse with tags , , , , , , on maggio 29, 2009 by crimini roma

Nell’anno 1600 Ottavio Panciroli scrisse una preziosa guida alle reliquie e ai più importanti oggetti di devozione che erano custoditi nelle chiese di Roma. A lui si deve la
la storia di una immagine della Madonna che si conservava a San Cosimato in Trastevere. Questa Madonna aveva compiuto un vero e proprio miracolo: far scoppiare -momentaneamente -la pace tra trasteverini e romani dell’altra sponda del fiume, impresa quasi impossibile nella Roma medievale e moderna.

SS. Cosmo e Damiano in Trastevere.
Una imagine della Madonna che in questa Chiesa (…) si conservava (…) imagine veramente miracolosa.
Stava questa imagine già molti, e molti anni sono nella Chiesa di S. Pietro in Vaticano, e sopra l’altare de ss. Processo, Martiniano si riveriva ornata di molte gemme, e oro, che ad alcuni ladroncelli, porse occasione di rubarla, e havuto l’intento, giunti al ponte di s. Angelo gittarono giù l’imagine ligata ad un gran sasso, ritenendosi per se le gemme, e l’oro.
Ma la madre d’amore e di concordia di qua prese occasione di metter pace fra quelli di Trastevere con questi altri di quà del Tevere, che per gli anni à dietro stavano poco uniti; imperoche la santa Imagine, ne dalla gravezza sua, ne dal peso attaccato trattenuta, veniva nuotando sopra l’acqua finche giunta a questo ponte si fermò nel mezo, mostrandosi tanto amica dell’una, come dell’altra parte, & insieme invitandoli à concordia, e pace fra di loro, col trattenersi verso il mezo di questo ponte, fin che levata, fù riverentemente posta in una capella, che nel mezo dello stesso ponte vi fabricarono.
Ma temendo li trasteverini, che quei di là per la continua discordia non usurpassero questa santa e miracolosa imagine, la collocarono nella vicina chiesa di S. Salvatore, e di qua nascostamente fu poi tolta dalli monaci benedettini e trasportata in questa lor chiesa.