Archive for the persecuzioni Category

Le reliquie del Colosseo

Posted in persecuzioni with tags , , , , on febbraio 13, 2012 by crimini roma

Sin dall’inizio del medioevo il Colosseo era considerato uno dei luoghi sacri della religione cristiana, perché testimoniava il sacrificio dei martiri assassinati durante la crudele stagione delle persecuzioni. In realtà, a parte pochi casi, non esistono prove inconfutabili sul fatto che vi siano avvenuti omicidi di cristiani. Altri monumenti cittadini furono “preferiti” per queste condanne capitali, in genere supplizi atroci e eclatanti. Ciò nonostante, ben prima che fosse inserito nella moderna Via Crucis, il Colosseo restava il monumento principe del martirio cristiano. La stessa terra dell’arena – come ricorda l’Ademollo nell’episodio tratto dal suo “Gli spettacoli dell’Antica Roma” – era la più preziosa delle reliquie.

San Gregorio Magno (…) richiesto da alcuni ambasciatori di una qualche reliquia, li condusse all’Arena del Colosseo, e diede loro manciate di quella terra; questi si crederono derisi, ma il santo Ponterifce spremendo la terra istessa ne cavò goccie di sangue, persuadendoli che il prodigio significava, essere quella una reliquia preziosa quanto i corpi degli Eroi della Fede, che l’avevano inzuppata del loro sangue

Massoneria romana

Posted in persecuzioni with tags , , on gennaio 31, 2012 by crimini roma


E’ il 27 dicembre 1789. Cagliostro, il gran capo del Rito Egizio, è stato acciuffato dagli agenti dell’inquisizione pontificia, dopo la denuncia della moglie. Le guardie sperano di poter sorprendere tutti gli altri massoni, appartenenti – come lui – alla loggia romana, il cui luogo di riunione è sorvegliato da tempo. Tuttavia…
Nell’essersi vegliato dal Governo di Roma sulla persona di Cagliostro si venne a capo di scuoprire una Loggia di Liberi Muratori istituita in Roma che si radunava in una casa presso la contrada denominata Trinità de’ Monti. Nella sera medesima che si fece la cattura di Cagliostro, si fece dalla Corte una sorpresa in quella casa, ma dovette conoscersi che si era dalli Settarj trapelato qualche cosa delle diligenze fiscali; perché chi vi abitava aveva già provveduto alla propria salvezza…
(Compendio della vita e delle gesta di Giuseppe Balsamo denominato il Conte Cagliostro, Roma 1791)

Il colpo di boccia che fece sanguinare la Madonna

Posted in persecuzioni with tags , , , , on giugno 7, 2011 by crimini roma

Come è noto l’antisemitismo a Roma è stato un fenomeno molto più legato alla vita della città moderna che a quella medievale. Una serie non piccola di episodi – tutti ambientati tra tardo Cinquecento e fine Settecento – riguardano alcune madonnelle (le immagini sacre, in genere della Madonna, poste lungo le strade) che avrebbero pianto o emesso sangue per colpa di qualche “perfido giudio”.
Un racconto agghiacciante, riportato dal Crescimbeni nel 1715, descrive uno di questi episodi. La chiesa di cui si parla è santa Maria a Cerchi, vicina al Circo Massimo, abbandonata e demolita nel corso del secolo XIX. In questa chiesuola era venerata una immagine di Maria che si trovava precedentemente per strada.
Narrano che giucando alcuni Ebrei alle pallottole, o come qua dicono, bocce, per quella via, uno di essi scagliò la sua a questa Santa Immagine, dal volto della quale, ove colse il colpo, miracolosamente uscì sangue; e il malfattore, mentre fuggiva, fu preso a S. Nastasia ingoiato dalla terra.

Il papa Ebreo

Posted in persecuzioni with tags , , , , , , , , on settembre 14, 2009 by crimini roma

Rubare bambini ebrei e battezzarli forzosamente a Roma era purtroppo una pratica abbastanza diffusa, fino al XIX secolo. Perfino Pio IX se ne rese tristemente protagonista. La pratica va fatta risalire all’età medievale e nel corso dei secoli é sempre stata accompagnata dal tentativo – meno violento ma altrettanto pesante – di convincere qualche famiglia ebrea a convertirsi in cambio di una somma di denaro e di varie regalie. Ciò nonostante le conversioni avvenivano molto raramente, ma quando accadevano facevano un grande effetto sulla piccola ma tenace comunità ebraica. Una delle più celebri, quasi leggendarie, fu quella della famiglia dei Pierleoni, una famiglia nobile allocata sull’Isola Tiberina, intorno al Mille. Si dice che questa famiglia fosse in realtà ebraica e che la conversione le consentì di ascendere ai più alti gradi della gerarchia cittadina, anche a quella curiale. Un Pierleoni fu perfino nominato papa nel XII secolo con il nome di Anacleto II, in opposizione a Innocenzo II.
Questo evento, ma anche – come si diceva – il non raro rapimento di bambini ebrei che venivano battezzati e chiusi nei seminari, fece nascere nella comunità ebraica romana una leggenda che però -come si è visto – ha un consistente retroterra storico.

Al pio rabbino Simone fu rubato un figlio il quale, essendo stato battezzato e messo nel seminario per i chierici, salì di grado in grado e finalmente divenne Papa.
Ma il germe del dubbio rimase oscuro e inquietante nella sua anima. Il Papa divenne presto preda di dubbi atroci intorno alle verità della dottrina cristiana. Ed allora egli minacciò i suoi servi di morte se non gli avessero rivelato il segreto della sua origine.
Essi glielo confessarono scorgendo in questo il destino divino che voleva renderlo padrone del mondo.
Il Papa allora fece chiamare il padre Simone, e gli domandò quanti figli avesse. Il pio rabbino li enumerò tutti salvo uno, Elhanan, finché, costretto dall’insistenza dell’interlocutore, raccontò che il figlio gli era stato rubato.
Dai diversi connotati che il padre non poté fare a meno di indicare, il Papa riconobbe la verità e si confessò come suo figlio.
Quindi, seguendo il suggerimento del padre, tenne un discorso al popolo, in cui negò senz’altro l’origine soprannaturale di Gesù e la verità del cristianesimo.
E quando i Vescovi, credendo che il Papa fosse impazzito, lo circondarono per portarlo via, egli gridò a tutti che la loro fede era una vera pazzia. Dopo di ciò si gettò tragicamente dalla torre donde aveva tenuto il discorso evidentemente troppo sovversivo per la sua posizione.
Al padre non restò quindi che comporre una preghiera di lutto per la ricorrenza della morte di Elhanan, il figlio perduto