Archive for the Contagi Category

Un drago nel centro di Roma

Posted in Contagi with tags , , , , , on febbraio 20, 2010 by crimini roma

In quella strana vallata che è il foro romano, paludosa e mitologica, viveva un drago. Abitava una grotta, e col suo fiato appestava tutta l’area tra Campidoglio e Palatino. Una cronaca medievale riprende l’antico racconto Liviano. Stiamo parlando del Lacus Curtius, tuttora visibile.

In quella parte di Roma che Septisoglio si chiama, d’una grotta, a certe stagioni, uscìa uno Serpente che col suo fiato molta gente uccidea, e quanti ne trovava tucti a morte gli mettea.
Rimedio alcuno non vi valeva.
Dissero allora i savi indovini che questo adivenìa per gli pecchati ddella romana gente, ma se uno solo trovare si potesse, che per la salute del popolo romano gittare si volesse in quella grotta ove il serpente stava, che questa molestia in tutto cesserebbe.
Uno chavaliere che avea nome Metello, savio e costumato tra tucti quegli ch’erano in quello tempo, armato in su uno grande dextriere, in presença di tutta la gente, dentro vi si gittò, nè di lui mai novella si seppe.
La peste del serpente del tucto cessoe, nè mai fu poi veduto, nè udito.

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Caccia all’Untore nella Roma del 1630

Posted in Contagi with tags , , , , on aprile 2, 2009 by crimini roma

Agosto 1630, un morbo spaventoso si è diffuso in città. Come scrive Giacinto Gigli sul proprio diario, il gran numero di morti fa crescere il sospetto che vi possa essere, dietro al contagio, l’opera di “uomini scellerati” e di un misterioso “liquore mortifero”.

Insieme alla pestilenza si sta diffondendo, quindi, la psicosi; senza arrivare alla “caccia all’untore” milanese così ben descritta dal Manzoni, anche a Roma la peste del 1630 provocherà episodi di follia collettiva.

In una importante chiesa, San Lorenzo in Damaso, un uomo si avvicina all’acquasantiera…

In questi tempi si sentivano mirabili cose nella città, dove era la peste, morendo ogni giorno popolo infinito e continuamente a migliara, onde Roma era rimasta distrutta et dispopolata. Ma paura maggiore fu allora essendosi scoperto che una quantità di huomini scellerati andavano scorrendo per tutte le parti e vi portavano la peste. Perciò che si diceva che una pessima qualità di veleno con incanti diabolici era stata inventata, un composto di liquore così mortifero, che chi con esso era tocco o bagnato, attaccava subito la peste.
Per questo in Roma, molti entrando in chiesa si astenevano dal toccare l’acqua santa, et occorse un rumore nela chiesa di S. Lorenzo in Damaso, dove un pover’huomo andò a lavarsi gli occhi nel pilo dell’acqua santa, et un sacrestano vedendo colui che rimescolava nell’acqua, prese sospetto et levò subito il rumore, et si fece gran scompiglio, et colui se mise in fuga, et finalmente fu preso et si trovò che in effetto non haveva fatto alcun male.