Archivio per gennaio, 2012

Massoneria romana

Posted in persecuzioni with tags , , on gennaio 31, 2012 by crimini roma


E’ il 27 dicembre 1789. Cagliostro, il gran capo del Rito Egizio, è stato acciuffato dagli agenti dell’inquisizione pontificia, dopo la denuncia della moglie. Le guardie sperano di poter sorprendere tutti gli altri massoni, appartenenti – come lui – alla loggia romana, il cui luogo di riunione è sorvegliato da tempo. Tuttavia…
Nell’essersi vegliato dal Governo di Roma sulla persona di Cagliostro si venne a capo di scuoprire una Loggia di Liberi Muratori istituita in Roma che si radunava in una casa presso la contrada denominata Trinità de’ Monti. Nella sera medesima che si fece la cattura di Cagliostro, si fece dalla Corte una sorpresa in quella casa, ma dovette conoscersi che si era dalli Settarj trapelato qualche cosa delle diligenze fiscali; perché chi vi abitava aveva già provveduto alla propria salvezza…
(Compendio della vita e delle gesta di Giuseppe Balsamo denominato il Conte Cagliostro, Roma 1791)

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Supplizi singolari

Posted in Supplizi with tags , , on gennaio 27, 2012 by crimini roma

Ricorda Cancellieri – ne il Mercato… – che negli Statuti bassomedievali di Roma era descritta, tra le varie pene cui erano condannati i colpevoli, quella di “stare a Cavalo di un Leone di marmo, con una Mitra di Carta, e con la Faccia unta di Miele, per tutto il tempo del Mercato”. Si tratta del Leone del Campidoglio, il Leone di giustizia.
La Mitra di Carta – un cappello che si metteva in testa ai condannati per scherno – era particolarmente usata nel medioevo ma non era del tutto caduta in disuso ai tempi del Cancellieri, cioè fino ai primi anni del XIX secolo. Però a quei tempi veniva comminata solo per un reato “particolare”: scrive Cancellieri che se ne conserva ancora l’uso nella Pratica Criminale delle Pene di Roma, ove ai cornuti volontarj e contenti, si dà la pena, ducatur Mitratus per Urbem

Catturati e schiavizzati

Posted in leggende with tags , , , , on gennaio 21, 2012 by crimini roma

Essere catturati con l’inganno e resi schiavi per tutta la vita. Esisteva un luogo dove poteva accadere, ed erano i vasti sotterranei sulla sponda del tevere tra Foro Boario e Testaccio, gli immensi magazzini della città, dove si trovavano enormi depositi granari. Narra il Baronio – negli Annali, all’anno 389 dopo Cristo – che
furono fatte alcune artifiziose machine o Trabocchelli, dov’entrando le persone semplici e Forastiere o per comprare pane, o per contaminarsi con le Meretrici, delle quali v’erano diversi Lupanari, cadevano in alcuni luoghi sotterranei, dove spogliati, erano sforzati a lavorare nel pistar il grano per tutto il tempo della loro vita