Un drago nel centro di Roma

In quella strana vallata che è il foro romano, paludosa e mitologica, viveva un drago. Abitava una grotta, e col suo fiato appestava tutta l’area tra Campidoglio e Palatino. Una cronaca medievale riprende l’antico racconto Liviano. Stiamo parlando del Lacus Curtius, tuttora visibile.

In quella parte di Roma che Septisoglio si chiama, d’una grotta, a certe stagioni, uscìa uno Serpente che col suo fiato molta gente uccidea, e quanti ne trovava tucti a morte gli mettea.
Rimedio alcuno non vi valeva.
Dissero allora i savi indovini che questo adivenìa per gli pecchati ddella romana gente, ma se uno solo trovare si potesse, che per la salute del popolo romano gittare si volesse in quella grotta ove il serpente stava, che questa molestia in tutto cesserebbe.
Uno chavaliere che avea nome Metello, savio e costumato tra tucti quegli ch’erano in quello tempo, armato in su uno grande dextriere, in presença di tutta la gente, dentro vi si gittò, nè di lui mai novella si seppe.
La peste del serpente del tucto cessoe, nè mai fu poi veduto, nè udito.

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