Fantasmi al Monte delle Gioie

Siamo nella seconda metà del secolo XVII. Alcuni sprovveduti – come accade anche ai giorni nostri – improvvisano una “seduta spiritica”. Il posto però è particolare: è il Monte delle Gioje, lungo la via Salaria, oggi popoloso quartiere accanto a Villa Ada. E’ una zona piena di tombe; si cercano tesori… si trovano fantasmi.

La seduta spiritica finisce con un grande spavento. Ce lo racconta Pietro Santi Bartoli, formidabile incisore romano, con l’aria distaccata del cronista scettico e un pizzico di compassione.

Al monte delle Gioje fuori di porta Salara si tentò in tempo d’Innocenzo X di cavare, colla speranza di trovare un gran tesoro; ma riuscì vana: siccome anche nel tempo di Clemente IX.
Bensì però nelle viscere di detto monte vi furono trovate stanze bellissime tutte incollate di stucco che rendevano maraviglia per la pulizia e sito: anzi è fama che vi siano degli spiriti, per quanto viene raccontato da uomini degni di fede: alli quali successe che essendo andati in conversazione con molti amici per fare ivi una merenda: e fingendo di scongiurare gli spiriti, viddero che la carrozza quale era senza cavalli, che erano alla pastura, era guidata verso fiume da mano invisibile, nel quale restò precipitata, ed a forza di bovi fu ritirata fuori.
Ciò accadde a Tabarrino macellaro a s. Eustachio, colli fratelli li quali stanno alli due Macelli, alli quali restò impresso nel volto il grande spavento che ebbero…

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