Resurrezione di un cadavere

La Compagnia della Morte aveva il pietoso compito di raccogliere i cadaveri dei poveri disgraziati – soprattutto nelle campagne – e tumularli. Ciò avveniva nelle ampie cripte sotterranee della sua chiesa, il severo edificio che si può tuttora visitare in Via Giulia.
Come annota il Valesio nel proprio diario, il 29 giugno del 1704 i “fratelloni” ebbero una sorpresa; spaventosa quanto miracolosa…

Essendo stato dato avviso alla Compagnia della Morte che fuori di porta S. Paolo vi era da tre giorni il cadavere d’un huomo di campagna, si portò quella ad esercitare il solito atto di pietà a prenderlo e tumularlo.
Postolo nella bara, nel riportarlo in città, perché pesava la bara, per prendere un poco di riposo si fermarono e, ciò facendo, videro che il cadavere all’improvviso alzò un braccio.
Del che si fuggirono li fratelli della Compagna per lo spavento.
Ma fattisi animo, ritornarono e videro che quel miserabile dava segni di vita. Onde affrontando il cammino, lo portarono nell’Ospizio dei PP. Benefratelli, dove aperta poi con i ferri la bocca, lo ristorarono con preziosi liquori, concorrendovi quantità di persone mosse dalla curiosità, per vederlo.

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